Post verità.

il sapere

Post verità è un nome ed il nome non è forma. La forma è interessante per i numerosi significati che esprime. Per la ragione pura uscendo dalla verità non è più verità quindi è menzogna. Poi c’è la trascendenza di Kant, un concetto presente solo nel pensiero a cui bisogna credere per fede perché nella realtà non esiste. Poi c’è la metafisica di Aristotele, per la ragion pura se non è forma è nome quindi la terminologia usata per classificare i fenomeni naturali, la poetica,la dialettica, la linguistica ecc., per le enciclopedie i libri scritti dopo quelli della fisica e per la credenza popolare il mondo soprannaturale. Poi ci sono i sinonimi come ad esempio il termine “Canard” che indica le false notizie create dai media per condizionare le fasce statistiche dell’opinione pubblica. Poi ci sono le analogie come ad esempio il termine “Post mortem” che indica il mondo dell’aldilà.

Si potrebbe continuare ma per concludere esiste un rapporto tra il nome e la persona che lo recepisce, come si vede dal prospetto la maggior parte dei significati concorda con la trascendenza di Kant, la verità supera la forma diventando una super verità come Dio ed è una menzogna in linea con la logica nominalista il nome è forma, la menzogna è verità e di conseguenza la verità è menzogna.

Per evitare ulteriori confusioni e non passare la solita vacca consiglierei Oxford di lasciare la menzogna al suo nome…

PS. Da notare che per la ragione pura il nome non è forma, la verità non è menzogna, la forma della verità è la menzogna. Qui bisognerebbe aprire un’altra discussione riguardante il concetto di bene e di male, la prossima puntata.

Annunci

Il sillogismo naturale.

bilancia-1

                    2)       L’andata.

 

La strada è lunga, difficile, spietata, non esiste ritorno e unica resa è la morte.

Per cercare l’inclassificabile bisogna trovare il classificabile e per capire il classificabile bisogna rispolverare lo Stagirita. Aristotele è a torto considerato il filosofo ufficiale della teologia ebreo islamico cristiana, è stato negato da quei pacchisti di Giordano Bruno e Galileo, in realtà la sua logica è esattamente l’opposto. Va riletto esclusivamente dal sillogismo eliminando ogni interpretazione che viene data dai libri.

 

                                           Logica pura.

Il sillogismo di Aristotele contempla una proposizione universale o formale accertata dall’esperienza come ad esempio: “Tutti gIi uomini ragionano.“ una proposizione singolare o nominale: “Piero ragiona.“ e una proposizione finale: “La forma di Piero è un uomo.”

La finale comprende il nome e la forma e rappresenta la sostanza.

Aristotele usa il sillogismo come strumento di logica per classificare la natura e l‘uomo. Esempio di applicazione: “Se ragiona è umano se non ragiona è bestia.”

Per classificare o nominare abbiamo bisogno di una forma universale da comparare all’inclassificato.

Questo nome è una parola e guardando vediamo che il nome nasce da una convenzione universale, inizialmente tutti gli uomini si mettono d’accordo nel chiamare un tavolo tavolo, una sedia sedia, un bicchiere bicchiere e via di seguito, un nome alle cose, alle azioni, agli aggettivi ecc.

Dal nome singolare siamo risaliti alla nominalità universale cioè il linguaggio e guardando si vede che questo linguaggio ci è stato tramandato e insegnato da bambini dall’universale che avevamo intorno, in pratica è come se fossimo stati specchiati a sua immagine esattamente come fece Dio con Adamo nella trasmissione della parola, Dio inteso come universale maggiore, cioè l’umanità.

Questa immagine universale che ci ha specchiati ha riflesso in noi tutti i pregiudizi e le superstizioni che l’umanità si tramanda di generazione in generazione creandonci quello che siamo.

Il processo inverso è già iniziato, sorvoliamo i dettagli, un bel taglio di forbici e ficchiamo il naso sulla disputa degli universali dei teologi medievali.

ciliege-21_thumb.jpg

 

Abbiamo perfezionato la logica con Hegel, è bastata un’occhiata per capire che la logica non l’ha inventata Hegel, è una scienza naturale, meglio ancora un’Arte per pochi ed a certi livelli per uno solo.

Hegel nella fenomenologia scrive che data una cosa tutto ciò che non è quella cosa è un non essere della cosa e nello stesso tempo un essere per se stesso.(sillogismo.)

Esempio: dato un tavolo come cosa la sedia è un non essere tavolo e un essere sedia, è e non è contemporaneamente ma  essere e non essere sono due cose diverse, l’essere è uno mentre il non essere è tutte le cose che l’essere non è.

La sedia è parte astratta dall’universale di tutte le cose che non è, l’universale maggiore che quindi in sé è uno, la parte è minore ma in sé è maggiore poiché la sedia è formata da schienale, gambe, poggiaculo ed ogni parte la si può dividere in un universale minore e così via.

 

Gli interpreti di Hegel che identificano il non essere col nulla invertono la sua logica in nominalismo.

Il nome non è forma, la forma è il non essere del nome, se il non essere è negato la forma non è, se non è forma è nome.

Siccome dio è un nome senza forma…

La filosofia sembra essersi spostata nell’informatica, tra il nome e la forma c’è la stessa differenza che tra il bit e il byte, il bit è solo un nome, il byte la forma, si vede quando si clicca un link e appare la pagina, il link non è pagina.

Il nome non è forma, l’hardware non è il software,  quindi l’hardware è un nome ed il software una forma. Il nome non è forma, il tempo non è spazio quindi l’hardware è  tempo ed il software uno spazio.

Un limite di tempo sta alla base, all’inizio, l’altro lo vediamo sullo schermo del computer. Il limite non è spazio, il tempo non è spazio quindi il limite è tempo. Il punto zero sta al passato e la pagina apparente è oggi.

In mezzo cigola la carrucola su e giù, la figura di una scopata telefonica… (licenza poetica.)

pozzo

Parole parole parole…cos’è la logica? Un passatempo, un gioco per pochi, una lingua tagliente, un esercizio mentale, un volo nel nulla, è e non è ed è tutto e niente…

Il sillogismo di Aristotele e quello di Hegel sono i massimi strumenti di logica della ragione umana e sono identici.

Il sillogismo è una regola logica naturale come l’addizione o la sottrazione, per evitare confusioni tra i termini usati dai due filosofi è necessario unificarli.

Il nome di Aristotele corrisponde all’idea di Hegel, il nome è parola, l’idea è parola.

L’universale maggiore(tesi) è la forma a cui il nome appartiene ed il minore(antitesi) è la forma del nome.

Si può sintetizzare con l’enunciato: il nome non è forma, l’uno non è universale, il nome è uno, la forma è universale. (prima quello che non è e poi quello che è.)

 

icona

Semiologia.

 

 

Probabilità, non si possono capire le probabilità senza introdurre il segno, che cos’è?

Il nome non è forma, il segno non è codice, il certo non è incerto.

Il segno è nome e certo, il codice è forma e incerto.

Il nome è parola, il segno è parola.

Il nome è convenzione, il segno è convenzione.

Il segno è certo solo nel momento che lo posso nominare diversamente è incerto, cioè codice. Esempio: il cartello “divieto di sosta” è certo perché si conosce e lo si può chiamare per nome, se non lo si conoscesse si vedrebbe un segnale su un palo piantato per terra, un codice minore, la forma del segno.

Il segno è solo nella parola, un nome che esprime un significato.

Il segno a sua volta è parte di un codice maggiore, nel caso del cartello citato il codice stradale. La parola “codice stradale” è segno, cioè il nome della forma maggiore ed anche questo è certo solo se lo posso nominare, altrimenti è un codice di incertezza.

Chiamare il codice segno può causare confusione, la logica è movimento, nel momento che nominiamo il codice non è più codice, è stato significato ed ora è segno (figura del pendolo) di un codice maggiore, l’universale di tutti i codici che nominato diventa il segno. Qui bisogna fermarsi, il limite è tempo, oltre c’è domani e di domani non c’è certezza.

Gli animali.

      Proclama della natura

“Chi ha detto che i cannibali sono cattivi? Giudizio a priori non è, bene e male neppure, il commento è soggettivo solo per il totem, l’oggettività a cui dà il nome riflette il pensiero nel cavo digerente e come risultato è merda, la forma del totem.

Nel formicaio non si fa la conta di chi esce e di chi entra, la formica singolo individuo è un nulla sacrificabile ed ogni nulla è subordinato alla conservazione della specie e agisce a tale scopo.

La legge del formicaio non è formica e non è formicaio che sono pura materia, la si osserva dal di fuori, un insieme di regole in un’unica legge agente che le comprende come il formicaio le formiche o la pellicola della bolla di sapone l’aria che l’ha gonfiata.

La natura universale è uno spazio limitato dal tempo entro il quale crescono tutte le specie, le parti dell’universale.

Lo spazio vitale di crescita di una specie è limitato dalla crescita delle altre, il limite non trascende ed ogni specie ha sviluppato un particolare comportamento atto a prevenire tale trascendenza allo scopo della conservazione universale.

La legge di natura è armonia di spazio e tempo e si sviluppa nel suo tubo digerente, la catena alimentare, gli erbivori limitano lo spazio dei vegetali, i carnivori quello degli erbivori. Domanda e offerta di cibo è la legge agente, una guerra perenne dove a evolversi sono sempre gli esemplari migliori, i più forti.

Nell’armonia universale alcune specie si uniscono in simbiosi per garantire la propria sopravvivenza, è il caso di tutti quegli animali che sono allevati dall’uomo a scopo alimentare o per le pellicce, i circhi ecc.

Nella trascendenza dell’armonia che l’uomo ha forzatamente introdotto nella natura queste specie sono le più sicure, come in natura  gli individui al margine vengono sacrificati ma il nucleo di riproduzione prospera.

L’umanità è un insieme di popoli ognuno dei quali è parte dell’universale. Ogni popolo ubbidisce alla legge della sopravvivenza della specie, quando gli spazi sono saturati scocca il gong del tempo e guerre e rivoluzioni fanno il resto. Non è bene non è male, i due mondi del non essere prosperano allevati nella credenza universale.

 

pubblicità corretta
pubblicità corretta